Nov
24

Che lavoro faccio?

Posted by gwineth in 2.0, Everyday life

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Oct
28

Liberi di essere felici

Posted by gwineth in buddismo, Everyday life

Una delle ossessioni più ricorrenti nei genitori è “mio figlio deve avere tutto quello che è mancato a me”, quando l’aberrazione sta tutta solo in quel “deve” che andrebbe sostituita con un “può”. L’ossessione di cercare di raggiungere sempre la perfezione può accecarci e farci dimenticare le cose importanti che danno senso alla nostra vita.


Oct
10

Non è un paese per coppie senza figli

Posted by gwineth in Everyday life, io lui lei e la pancia

childless coupleRubo l’augusto titolo a più ampie disquisizioni politiche e cinematografiche, per fare una considerazione sociale che già da qualche tempo mi gira in testa e che tra ieri e oggi ho esternato con alcuni amici, convincendomene ancora di più, perché nessuno, in effetti, mi ha smentito, ma hanno tutti annuito con coscienza.

Se hai tra i 30 e i 40 anni, o ancor peggio se ne hai tra 35 e 40, sei in coppia e non hai figli, o appartieni già o stai per appartenere alla grande tribù dell’emarginazione sociale involontaria. Il 99% dei tuoi amici, infatti, quelli che frequentavi sempre e con cui eri solito uscire o condividere i momenti felici e magari anche quelli bui, è completamente preso dalla nuova fase genitoriale, per cui non ha tempo per uscire, per un caffè, figuriamoci per una cena o qualcosa di più. E tu di figli da portar fuori e con cui condividere uscite “familiari” non ne hai, quindi finisci al secondo posto, dopo gli altri genitori dell’asilo, del corso pre parto, dei corsi post partum e così via (ce n’è per tutti). Questo quando, invece, evitano di proposito di proporti uscite (hanno candidamente confessato) perché visto che tu non riesci ad avere bambini non vogliono “infierire” mostrandoti gli amati pargoli, e preferiscono quindi lasciarti solo.

Quelle poche volte che riesci a vederli (ovviamente con prole, ovunque tu vada, qualsiasi cosa tu faccia, anche quelle meno adatte alla presenza di neonati che potrebbero passare una sera con la nonna – che lo vorrebbe), l’unico argomento di dialogo è il pupo o la pupa, ovviamente, i suoi progressi, i loro problemi, le notti insonni, le cose “che non puoi proprio capire”. Dialoghi che paiono più monologhi, perché anche laddove tu provi a intervenire, con momenti di buon senso arcaico tipo “ok, ma siete in due, quel pannolino non può cambiarglielo il papà una volta tanto?” vieni regolarmente investito, in sequenza, da (1) occhiataccia che si trasforma in (2) occhiata compassionevole del “tu non puoi capire, non sei madre/padre” e infine il (3) cambio di discorso o il (4) “quando ci arriverai tu, capirai”.

Questo se sanno che ne vorresti, certo. Dagli altri, magari i loro amici, ti becchi altre occhiate, quelle del “snaturati, guarda questi che non vogliono bambini” o del “ecco, la solita gente che ha messo davanti a tutto la carriera e i soldi, dimenticando la famiglia perché per loro non conta”.

Restano gli amici senza figli. Le coppie, a riguardo, sono poche, e la maggior parte dunque sono single, maschi e femmine, che essendo in età da riproduzione a loro volta passano le giornate e le serate a caccia grossa, tra locali, discoteche e sfoggi di ruote da pavoni che nemmeno nella reggia di Versailles. E ovviamente si parla solo di quello, della caccia. Può andar bene per un’uscita, ma sul lungo termine? E poi, altrettanto lapalissianamente, scompaiono non appena si accoppiano, presi da una full immersion d’amore che fa rima con terrore di restare single di nuovo.


Oct
1

Saper spendere il proprio tempo :)

Posted by gwineth in Everyday life

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Sep
30

Un orsacchiotto che ha cambiato il mondo

Posted by gwineth in Everyday life

…perché a volte ci perdiamo nei dettagli, e a volte invece conoscere qualche dettaglio in più degli oggetti di uso comune fa bene alla mente


Jul
4

Le scelte difficili sono opportunità :)

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
1

#likeagirl

Posted by gwineth in Everyday life

scrolliamoci di dosso il paragone stupido con i maschi


May
6

Cose da non dire

Posted by gwineth in Everyday life, io lui lei e la pancia

…elenco delle cose che non devi dirmi, quando ti parlo di quello che sto facendo, clinicamente parlando:
- eh sei un po’ sfigata, eh…
- certo che devi amarlo proprio tanto, io non mi farei conciare così
- ma non hai il terrore di restare sformata e malandata a vita?
- non trovi sia un atto di puro egoismo da parte vostra? meglio restare senza
- non hai paura di morire?
- mi spiace… ti starò vicina quando sarai depressa per i chili e l’invecchiamento precoce
Ringrazio tutte le gentili persone che in realtà stanno provando a starmi vicino. Mi spiace dirlo, ma lo state facendo nel modo sbagliato ;)


Apr
11

Bye bye IUI

Posted by gwineth in Everyday life, io lui lei e la pancia, IUI

Insomma, anche la terza IUI non è andata. In effetti in ambulatorio ci credevano così poco che il giorno stesso in cui l’ho fatta mi hanno dato appuntamento per la prima visita pre-FIVET, alla faccia delle grandi speranze. C’erano più ovuli del solito, il seminale migliore di sempre, ma invitare degli amici a una festa in un locale molto grande, sperando che si conoscano e si innamorino è davvero difficile, pensandoci a posteriori, e quindi ci sta che non sia andata, soprattutto quando gli amici in questione tendono a essere isolazionisti.

Come sto? Sono passati 4 giorni da quando l’ho saputo. Il giorno stesso, panico e un sacco di lacrime, il crollo totale. Devo realmente ringraziare mio marito, perché per quanto si sentisse scosso e in colpa (gli uomini si sentono sempre in colpa, in questi casi), mi è stato vicino, mi ha coccolata e protetta e mi ha fatto da scudo, anche nelle cose che teme lui stesso.

I giorni successivi sono stati di corsa, per questioni di lavoro, e questo ha attutito molto la botta. La sento ancora e la prospettiva dell’espianto non mi prende propriamente bene, so che non è uno scherzo e che sarà sia doloroso che debilitante, ma a questo punto siamo in ballo e quantomeno le percentuali di successo sono più alte, molto più alte, quindi sarà, plausibilmente, un dolore gestibile e temporaneo in cambio della soluzione positiva del nostro percorso. Guardo indietro, al mio passato, e so di aver superato di peggio, anche in termini chirurgici e soprattutto in termini di paura personale. Ce la possiamo fare, insieme.


Mar
18

divertentissimo… e anche molto interessante!

Posted by gwineth in Everyday life


Mar
15

Perché scrivere – un nuovo motivo

Posted by gwineth in Everyday life, io lui lei e la pancia

Scrivere è uno strumento catartico, che ti aiuta a mettere bianco su nero i pensieri, a schiarire le idee, a condividere stati d’animo con il tuo reale io. Scrivere, per me, è come meditare. Sedermi davanti allo specchio di me stessa e distaccarmi dalle emozioni per vederle fluire davanti ai miei occhi e riconoscerle in tutta la loro onestà.

L’anonimato, inizialmente, l’ho scelto perché il periodo della vita in cui mi trovo è delicato, molto delicato, e riconosco di essere fragile davanti alle mie aspettative, debolezze e inquietudini, e dunque preferisco non essere assalita dalle domande o dalle ansie di chi mi sta vicino, e che pur preoccupandosi per me mi creerebbe, involontariamente, uno stato di tremore ancora maggiore rispetto al percorso. Quindi, amici tutti, vi chiedo perdono sin da ora per la mancata condivisione, che magari avverrà più avanti, quando sarò più salda e rilassata.

La condivisione sul web, invece, non è in contraddizione, perché riconosco di non essere sola in questo percorso, ma affiancata da tante altre donne, da tante altre coppie, con le stesse insicurezze, fragilità, lacrime e paure. Una delle cause delle insicurezze e paure è di certo il fatto che nessuna di noi condivide, nè gli stati d’animo nè le nozioni pratiche, perché viviamo in una società che stigmatizza la donna che prova a procreare, tagliandole i ponti per una vita lavorativa e interpersonale appagante e relegandola all’unico ruolo di “genitrice”, che per quanto importante non può essere il solo fulcro. E dunque, condivido, per segnare un passo in avanti, per quanto piccolo, in questo percorso di liberazione.


Mar
14

L’importanza di quel momento di coraggio

Posted by gwineth in Everyday life

…un attimo fondamentale, quello in cui ti rendi conto che continuare a non parlare per non fare del male agli altri in realtà è cercare di proteggere te stesso dal loro giudizio e dal tuo stesso giudizio.
L’importanza, dunque, è di camminare a testa alta, sapendo di accettare i propri errori, ma anche di non dover nascondere nulla di quel che siamo, perché ha contribuito a farci crescere come esseri umani.


Dec
12

ho pianto. Di gioia.

Posted by gwineth in Everyday life
Prendetevi il tempo per guardarlo, fatelo per la vostra anima.


Dec
10

Community Manager: mettiamo fiori nei vostri cannoni

Posted by gwineth in 2.0, Everyday life


Dec
6

Ciao, Nelson

Posted by gwineth in Everyday life

Non potevi vivere per sempre, ma il tuo esempio per la mia generazione durerà in eterno.

Grazie, in modo ancora più consapevole, dopo aver visto il Sudafrica.


Sep
8

Vegas

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
18

volare fuori dal nido!

Posted by gwineth in Everyday life


Mar
27

Il segreto del successo

Posted by gwineth in buddismo, Everyday life


Oct
3

La sensazione agrodolce

Posted by gwineth in Everyday life

Gaia arriverà a marzo.

Riccardo è arrivato ad aprile scorso.

Fiammetta ha imparato a camminare.

Un’idea che da un lato mi terrorizza, dall’altro desidero. Ma soprattutto, la consapevolezza che la stessa spontaneità di eventi io non potrò averla. Mai. Al massimo posso sperare di riuscirci. Forse.


Jul
18

A chi mi ha chiesto almeno una volta nella vita “scusa, ma esattamente tu che lavoro fai?”

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
17

Perchè faccio il mio lavoro

Posted by gwineth in Everyday life


Jun
2

Emilia… Romagna… CASA

Posted by gwineth in Everyday life


May
30

Le 10 regole per il controllo sociale, di Noam Chomsky

Posted by gwineth in Everyday life

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.


May
16

la cosa più bella che mi sia stata detta oggi…

Posted by gwineth in Everyday life

“bene? Solo a vedere la tua faccia….(e infatti…se ricordi…mi sono seduta di fronte a te…quando eravamo all’esterno del locale, mica per niente!) mi fai sentire bene. Mi fai stare bene. Mi rimetto a posto tutte le croste e la schiena batostata.
Sei terapeutica.
Sei un wellness. Sei una sauna con un suonatore di cetra, seduto ai margini della piscina, che canta obladì obladà.
A me non resta che rilassarmi e stare bene. Raffaella”


May
11

I 7 principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

Posted by gwineth in buddismo, Everyday life

1. La salute è pace interiore,
perciò la guarigione consiste nel liberarsi della paura. Assumere come obbiettivo il cambiamento del corpo ci impedirebbe di riconoscere che il nostro unico obbiettivo è la pace della mente.

2. L’essenza di noi stessi è amore.
L’amore non può essere intralciato da ciò che è puramente fisico, perciò crediamo che la mente sia priva di limitazioni: nulla è impossibile, e qualsiasi malattia è potenzialmente reversibile. E poiché l’amore è eterno, la morte non deve essere considerata con paura.

3. Dare è ricevere.
Quando la nostra attenzione è focalizzata sul dare e sull’unione con gli altri, la paura scompare e accettiamo la guarigione di noi stessi.

4. Tutte le menti sono collegate,
perciò qualunque guarigione è un’auto-guarigione. La nostra pace interiore si trasmette da se stessa agli altri quando l’accettiamo per noi stessi.

5. ‘Adesso’ è il solo tempo che esista.
Dolore, dispiacere, depressione, sensi di colpa e altre forme di paura scompaiono quando la mente è concentrata sulla pace amorevole in questo preciso istante.

6. Le decisioni vanno prese imparando ad ascoltare l’inclinazione alla pace che è innata in noi.
Non esistono comportamenti corretti o sbagliati. La sola scelta che abbia un significato è quella tra la paura e l’amore.

7. Il perdono è la via verso l’autentica salute e felicità.
Astenendoci dal giudicare lasciamo andare il passato e le nostre paure per il futuro. Così facendo diventiamo consapevoli che chiunque può insegnarci qualcosa e che qualsiasi circostanza costituisce un’opportunità di crescita nella felicità, nella pace e nell’amore.
(Gerald Jampolsky)


May
5

Anni perduti, coscienza ritrovata

Posted by gwineth in Everyday life

Ecco qui, è un anno che sto a Milano, o quantomeno sarà un anno tra 24 giorni, e la mia mente inizia a fare bilanci molto seri di cicli che si chiudono e cicli che si aprono.

Si chiude il ciclo di Claudia che parte dalla terra della neve, scende al centro e poi ritorna. Un ciclo durato 7 anni. Mi serviva, per apprezzare di più le cose che ci sono qui e altrove, per capire le differenze, per assaporare tutto e come trampolino per la vita che volevo e non quella che “dovevo”. Io sono di coccio, spesso, quindi mi servono stacchi grossi, e questi sette anni sono stati importantissimi.

Si chiude il ciclo di Claudia che non crede in se stessa e nelle proprie potenzialità e spera di trovare modo di esprimerle, “cercando fortuna”. L’ho trovata, ma ce l’avevo dentro, avevo bisogno di fuggire dal nido per mettermi alla prova e ora che l’ho fatto sono soddisfatta di me. Non so fare tutto, non riuscirò a fare tutto, ma sono bravina ;)

Si chiude il ciclo dei capelli rossi. Era iniziato a maggio 2002, è finito a maggio 2012. Riprenderà mai? Non lo so. Però l’altro giorno, dal parrucchiere, iniziando il percorso di ritorno al biondo, ho pensato che i motivi per cui li avevo tinti di rosso erano cessati. Non ho più bisogno di sentirmi altro perchè non sono contenta di me. Non ho più bisogno di un colore coraggioso per tirare fuori il coraggio che ho dentro.

Si chiude il ciclo del sentirmi in dovere di seguire gli insegnamenti altrui, perchè mi sento da meno. Ho fatto un bel po’ di cazzate seguendoli, in altre parti mi sono serviti, ma ora basta. Ora scelgo, decido, sbaglio da me.

Si chiude anche il ciclo dei rimpianti. Guardo foto del passato e del presente e i miei occhi non si riempiono di lacrime, il cuore non si colma di ansie, i sogni non si affollano di incubi. Sai che c’è? Non mi interessa, ed è bello sapere di provare un naturale affetto, ma di non sentire dolore o rimpianto.


May
4

Republic&Queen: l’avventura inizia oggi

Posted by gwineth in Everyday life

Ecco qui il mio primo articolo:

Content curation: come farla al meglio


Feb
19

Ecco…

Posted by gwineth in buddismo, Everyday life


Jan
31

Neve su Milano

Posted by gwineth in Everyday life

me ne sto col naso appiccicato al vetro come una bimba a guardare i fiocchi bianchi che scendono fuori dalla finestra
Luna fa le fusa sul divano
e io mi sento del tutto a casa, finalmente :)

Magari è uno sciocco sentimentalismo, ma non credo. Guardo fuori e so che un giorno i miei figli potranno giocare a palle di neve in giardino, correre con i loro amici nel campetto del quartiere e potranno andare in giro per la città senza avere necessità, per forza, di un motorino, di una macchina o di un passaggio. Avranno un nido a misura d’uomo, e non posso che esserne felice.


Jan
4

Una campanella argentata, con le fatine sopra…

Posted by gwineth in Everyday life, Musica :), poesia


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