Jul
27

Ariel nella tempesta

Posted by gwineth in Everyday life

Se possiedi una cosa a cui tieni molto, lasciala libera: se torna a te vuol dire che è tua altrimenti significa che non lo è mai stata.

(Petronio)


Jul
24

Reve de Dragon #3

Posted by gwineth in Everyday life

Il drago prese a volare. Prima in lenti e stretti circoli, non distante da terra, sorvolando la radura in cui dormiva da tanto, poi spingendosi qualche metro più in alto, fino alle fronde degli alberi, poi ancora più su, a sfiorarne le cime.


Jul
23

Ballad of the Reading Gaol

Posted by gwineth in Everyday life

[...]

I only knew what hunted thought
Quickened his step, and why
He looked upon the garish day
With such a wistful eye;
The man had killed the thing he loved
And so he had to die.

Yet each man kills the thing he loves
By each let this be heard,
Some do it with a bitter look,
Some with a flattering word,
The coward does it with a kiss,
The brave man with a sword!

Some kill their love when they are young,
And some when they are old;
Some strangle with the hands of Lust,
Some with the hands of Gold:
The kindest use a knife, because
The dead so soon grow cold.

Some love too little, some too long,
Some sell, and others buy;
Some do the deed with many tears,
And some without a sigh:
For each man kills the thing he loves,
Yet each man does not die.

[...]

(Oscar Wilde)


Jul
20

La ragazzina dai capelli rossi

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
19

L’Aquila, Zona Rossa

Posted by gwineth in Everyday life


Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che la tua vita finiva quel giorno
E non vi sarebbe stato un ritorno


Jul
15

Poesie dalla Mongolia

Posted by gwineth in Everyday life

“…qualche profumo, il tatto della pelle bruciata da funghi e dallo sporco dei bambini di strada che ci abbracciano rugosi e scavati quanto affamati di affetto ed attenzione. Il suono delle loro risate, mentre nella polvere del mercato capiscono, annuiscono, dissentono, sputano e ridono ai gesti inconsulti e farseschi dei nostri Gogo, Didi e Pozzo! Beckett ci ha dato un bel regalo (con il suo “Aspettando Godot”) ed il suo spunto sta esplodendo nelle nostre idee, nelle energie, nella voglia di tradurre, di far partecipare, di regalare un sogno che infranga una realta’ cosi’ greve e violenta. Quanta infanzia negata, repressa, schiacciata e deviata, tra marciapiedi in lotta fra cani e ubriachi, su fango, pioggia e freddo da deprimere ogni sorriso e incupire lo sguardo piu’ fantasioso… bimbi, bimbe, tutti fantastici, carichi di rabbia e gentilezza, leggeri come falchi, con ali spezzate, becchi piegati e legati, martoriati da una stagione di caccia che dura dentro e fuori di loro da quando sono nati o approdati in questa stupida citta’…”

Vorrei dare un senso ai miei giorni, vorrei essere lì.
Ygramul in Mongolia


Jul
13

Imparare dal vento

Posted by gwineth in Everyday life, Musica :)


Jul
9

36 anni fa

Posted by gwineth in Everyday life

Non l’ho scritto io, me l’ha mandato un amico, però in quasi tutti i punti mi ci rivedo..
La riporto perchè mi piace, davvero:

“Se sei sulla 30ina ….ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una
generazione,quella di noi, quelli che vedono la casa acquistata allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 60 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto
e la nostra memoria storica comincia poco prima dei Mondiali di Italia ‘90.

Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno
mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.

Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2 sono arrivati dopo di noi.

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.

Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball (“con Crystal Ball ci puoi
giocare…”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie
di cartone ma con l’ascensore.

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.La generazione che ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita…

L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.

Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.

Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.

Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era
bestiale.

Non c’erano i cellulari.

Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi ,al limite uno era
grasso e fine.

Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.

Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani!

E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!
Siamo quelli che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.”


Jul
7

Silence #2

Posted by gwineth in Cinema!, Everyday life


Jul
3

Reve de Dragon #2

Posted by gwineth in Everyday life

Il drago d’argento osservo’ il dirupo davanti a se’: sembrava non avere fine, e il fiume azzurro che serpeggiava in basso pareva più una linea d’argento spersa nella bruma.
Guardo’ il giovane mago che le tendeva la mano, invitandola a volare e a seguirlo.
Senti’ il vento sul muso, chiuse gli occhi, li riapri’ e scossela testa: aveva ali ancora troppo deboli, dopo un breve librarsi sarebbero caduti insieme nel precipizio, invece che salire in alto, per quanto potente fosse l’incantamento.
Lui la osservo’, gli occhi pieni di lacrime, e rimase in silenzio, mentre lei si gettava e tentava di reimparare a volare.


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