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Mar
27

Progesterone: ovvero, nausea e pianto a go go

Posted by gwineth in io lui lei e la pancia, IUI

La fecondazione assistita ti aiuta ironicamente a sentirti come se fossi incinta anche quando probabilmente non lo sei, ossia ogni volta che ti spari 300mg di Prometrium (o Progefix) al giorno, in due dosi, per sperare che, se c’è qualcosa, almeno attecchisca e non se ne vada.
Al quarto giorno di Prometrium, come ogni volta precedente, i sintomi sono sempre gli stessi, e senza fare tragedie non sono particolarmente piacevoli o gestibili in un menage quotidiano di lavoro, faccende domestiche e relazioni interpersonali.
Prima di tutto, l’aumento di peso. Anche stando a dieta stretta, a bassissimo regime calorico e facendo attività fisica (quella che non mette a rischio nulla, ovviamente), non c’è verso: a ogni giro di Prometrium prendo circa 2 chili, e probabilmente sarebbero di più, se non cercassi di tamponarli stando continuamente attenta a quel che mangio e bevendo circa 2 litri d’acqua al giorno, così da non trasformarmi in un mucchietto di cellulite ambulante. La ritenzione idrica regna sul mio corpo comunque e una certezza è che alla prova costume quest’anno nemmeno voglio pensare.
Poi c’è la nausea mattutina. Alla prima IUI pensavo fosse un buon segno, la dimostrazione che qualcosa aveva avuto effetto, poi l’illuminante chiacchierata con mia madre prima e con la ginecologa poi hanno eliminato i dubbi: il progesterone simula la gravidanza, in buona sostanza, e quindi la nausea al mattino, forte, anche se non fino al vomito vero e proprio, è normale e non significa nulla.
Al terzo punto mettiamo indubbiamente la pancia costantemente gonfia. Ovviamente è totalmente proibita la tisana al finocchio, così come il carbone vegetale, e quindi te la tieni. Al massimo puoi provare a compensare con i fermenti lattici, stile Lactoflorene, o con l’Activia, che quantomeno aiutano nell’ingombrante questione della stitichezza da progesterone, ma il gonfiore comunque costante te lo terrai fino alle beta, di questo puoi starne certa.
E ancora, la tachicardia. Addio, notti pacifiche. Le mie sono costellate di incubi, anche se ho avuto le giornate migliori del mondo e sono ripiena di gioia. Lo yoga aiuta tanto, soprattutto le pratiche che prediligono la respirazione, come l’Hata. Non eliminano il problema, ma sono un buon tampone, nella mia esperienza, così come la meditazione.
Dalle notti poco pacifiche deriva l’essere assonnata continuamente. Capita anche a chi dorme benissimo, è sempre un riflesso del corpo allo stato fisico e ormonale.
E infine, la depressione e il pianto. In un momento in cui dovresti cercare di essere il più possibile tranquilla e rilassata, il progesterone ti tira una botta di tristezza inenarrabile, tant’è che è sconsigliato ai pazienti con storie depressive precedenti (ma te lo danno lo stesso, perché serve comunque). Piango per cazzate: dormo male? La mattina mi sveglio e pensandoci ho i lacrimoni che scendono. Mio marito si alza e non tira su le tapparelle? Mi vengono i lacrimoni. La gatta miagola perché vuole da mangiare e io sono stanca? Ancora, lacrimoni. Mi pare di essere una fontana. Niente sbotti di rabbia, come quando faccio le iniezioni di follitropina: solo lacrimoni a oltranza, un fiume in piena.
Beh, almeno non è tutta ritenzione idrica.

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