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Nov
16

La Prima Notte – San Lorenzo

Posted by gwineth in changeling

Mi prendi la mano ed è San Lorenzo. Non un pianto di stelle che illumina l’aria di desideri e di sogni, ma lacrime di lampioni e colori, vernice sui muri e fili di biancheria arcobaleno, sospiri e
languori di improbabili amanti, ansie e stupori di studenti ed artisti, miasmi e profumi, oriente e occidente.

“Vedi, là, oltre il muro?”
“Lo vedo, lo sento, la vibrazione giunge sin qui. E’ un treno, o forse dieci, cento… ciascuno per un luogo che non conosco, o forse che ho conosciuto da sempre…”
“No, nessun treno… chiudi gli occhi e guarda ancora…”

La frangia ribelle crolla leggera sulle palpebre chiuse, mentre osserva, da dentro. “Un giardino, immenso e bellissimo, in cui danzano scure tenebre inquiete… forme indefinite d’ombra famelica, che nessuno desidera avvicinare… sluagh sottili e imprendibili…”
“Proprio quel muro li tiene lontani… qui si riparano i desideri infranti, si forgiano le speranze, tele di piccole cose vengono intessute. Alfredo non lascia che le paure al di là del Vallo di
Termini invadano le vie della sua bottega…”
“Alfredo?”
“Un topolino…” E al di là di una piccola insegna, di una vetrina con vecchie scatole di latta, dimenticata dai più, un bancone di legno separa realtà e sogno, balocchi e chimere, lunghi corridoi di scaffali, ampie grotte fitte di ruote, nasi, vagoni colorati, testoline ed occhi, cocci rotti e bottiglie, zanne e creste, cavalli a dondolo e ali piumate…

“Questa è la prima corte: tra i nocker troverai un attivo silenzio… e improvviso sangue…”
Una lacrima vermiglia sale, tra le ciglia argentee “Sento già le grida celate… meraviglioso dolore, ineffabile morte, terrificante
bellezza creatrice…”

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