Una campanella argentata, con le fatine sopra…
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Propositi per il 2012
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Buone Feste!
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Da noi tre… a tutti voi, tanti auguri di buone feste, dal profondo del cuore ![]()

Presepi moderni
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Uno in diviso
Posted by gwineth in Everyday life, poesia
Posso solo sperare che il cielo – questo drappo tumido – si asciughi lesto per sgravare un firmamento. Che poi si faccia – svelto – di quella pallidezza quasi azzurra, di quella trasparenza marina satura di foschi stormi annuncianti per lui, fresco, l’arrivo della neve. Perché tra due giorni è Natale. E quand’ero bambino, a Natale, la neve doveva cadere.
Vivo a Milano da poco più di un anno: ho scelto questa città per refrigerare il mio animo sensibile e per trovare concentrazione a contatto con la foschia, con una bruma esistenziale lontana da tanti chilometri dal sole e dal vento della mia terra. Per dare ascolto a una pioggia che, incessante, notturna, mi spinge a rimanere in casa riverso sul mio scrittoio, dove trascorro le ore studiando e scrivendo poesie che nessuno, forse, leggerà mai.
Mi capita spesso, quando cammino per le strade e sta piovendo, di alzare la testa al cielo e di pensare che una goccia che crolla da un traliccio è come stilla che, dal tralcio infranto di una pianta, scivola sul ventre della sua foglia.
Ché gli occhi della mia generazione hanno compreso qualcosa che nessuno aveva mai capito prima cioè che, quando si è stanchi di vivere – quando si è stanchi di vivere a vent’anni – le vie dell’Universo all’improvviso diventano un letto scomodo con le lenzuola che puzzano di morte. Furioso, sono furioso allora – quando penso a questo e intuisco che, per grazia, c’è un nuovo punto di vista che – sarà quello retto, stavolta? – procede e, come i cipressi attorno alle mura di un cimitero, come la nebbia che cala sui Navigli corrotti, ammanta tutto quanto è vecchio e lordo e superato.
Ma poi rifletto, resta soltanto un’ombra, cui qualcuno ha voluto detrarre il corpo.
E provo pietà per chi mi succede, se penso al mio mondo, quello che mi include: il mondo non più degli indifferenti, non più dei pugnaci, non più dei drogati, ma dei depressi e degli sfervorati: semidei dalla voce stonata, gente che si grida in faccia sulla piazza domenicale, che vuole dire senza sentire in questo buffo e stantio teatro dell’assurdo.
Gente che non prova più vergogna quando dice di soffrire, specie se non soffre.
Gente che monopolizza la nuova cultura solo perchè sorridente o amica dell’amico di.
Ma tanto tutto questo non serve – dicono – se, dentro, sei vero e sincero: sopratutto se lo ripeti in continuazione perché è l’unica cosa che hai da comunicare agli altri.
E resta il velo di una stella chiusa, di un desiderio invisibile: quello di cambiare il mondo alla mia età, o più semplicemente di provare a conoscerlo.
[Alla memoria di Pier Paolo Pasolini - Uno in diviso - Alcide Pierantozzi]
La riforma delle pensioni in 2 minuti video
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XII Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne
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Un proverbio cileno recita “Quien te quiere te aporrea / Chi ti ama ti picchia”. l’Uomo Violento non è più solo un pazzo, un mostro, un poveraccio. L’Uomo Violento si nasconde dentro ad un uomo qualunque, un medioman, spesso che ha il sostegno della società, che lo ritiene una persona valida e civile, che reagisce così per paura di perdere il controllo, per rabbia, per frustrazione, per il senso interiore di dover “insegnare a vivere alla propria donna” o “punirla per qualcosa che lo ha ferito”. Ha studiato bene il copione tipo della virilità. E conosce bene il proverbio cileno citato sopra. Anche se non lo sa.
Say No To Violence: non un semplice “no” alla violenza contro le donne!
Obiettivi
Posted by gwineth in Everyday life, buddismo
”Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell’istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione. D’altra parte se pensate “Non funzionerà mai”, proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà al fallimento”.
(Daisaku Ikeda)
Artefici del nostro presente
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“Qualsiasi azione, mentale verbale o fisica, compiuta da qualunque essere vivente, produce un effetto corrispondente. L’insieme degli effetti inerenti alla vita di una persona costituisce il suo karma. Non esiste quindi nessun destino cieco da maledire ne nessuna provvidenza divina da venerare; e neppure esiste il meccanico agire della natura o il fortuito presentarsi degli eventi. A livello profondo, ciascuno è interamente responsabile delle cause poste, ciascuno è l’artefice del bene e del male che subisce”.
(Nichiren Daishonin)
Diario di una migrante a Milano – Mi sento a casa
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E’ tanto che non scrivo, forse perchè per qualche tempo ho avuto così tante cose da fare che sono sempre stata di corsa, presa da quel che era da sistemare, da ordinare, da riordinare, dalle scatole da svuotare e da tante altre cose.. incredibilmente terminanti in -are, in effetti!
Insomma: ho dovuto aspettare di essere confinata sul divano dall’influenza stagionale per prendermi finalmente il giusto tempo per me. Eppure, eccolo qui.
La casa non è a posto completamente, mancano ancora due porte, la stanza in fondo da sistemare, alcune piante… e un sacco di altre cose, in effetti, ma è bella, è funzionale eppure di grande estetica, piacevole e luminosissima ed è, soprattutto, casa. Casa nostra. Casa mia, ma casa nostra.
Il lavoro…. nell’ufficio di Milano è dieci volte meglio rispetto a quello di Roma: meno caos, più concentrazione, rapporti umani distesi che comprendo meglio, niente tensioni eccessive e un numero sufficientemente ristretto di persone da sentirci tutti molto uniti. Eppure… eppure lo cambio. Lunedì ho dato le dimissioni: finalmente ho trovato una grande azienda che mi riconosce quel che so fare, con un contratto degno di essere chiamato tale e uno stipendio che non mi attendevo davvero. Una nuova avventura, una nuova vita, una nuova strada da percorrere, anche in questo campo, con la consapevolezza che le pause pranzo, soprattutto il venerdì, potranno comunque continuare con le colleghe che ho ora, nel nostro “posto speciale per finire la settimana”.
Ho dei nuovi amici. Non quelli che mi aspettavo, non quelli che speravo di avere, salvo pochissimi: gli altri, come sospettavo, erano frutto di relazioni poco sincere, quindi… aria! Li sento lo stesso, ma è abbastanza ben definito che ognuno ha la sua via e la sua vita. No, ne ho di nuovi, conosciuti qui, con rapporti che vanno crescendo, talvolta davvero inaspettati e molto molto belli, e condivisi, perchè questo mondo, questa città, non è un mondo nuovo solo per me, quindi ognuno porta il suo piccolo bagaglio, ma insieme se ne costruisce anche uno nuovo e comune, finalmente, e questo è molto molto bello.
Sto bene in questa città. La mia rimane con i portici e le tinte tra l’ocra e il rosso, con tramonti sui colli e nebbia sottile, ma Milano è un ottimo posto in cui vivere. Comprensibile per me, sicuramente non bella quanto i tramonti sui pini e le rovine di Roma, ma ha angoli altrettanto artistici e amo i Navigli.
Il mio cuore è sereno. Ci sono momenti in cui ci scanneremmo volentieri, mandando tutto all’aria. Momenti di urla e di pianti. Ma sono piccoli rispetto a tutto il resto, rispetto al quotidiano, alla felicità e al rispetto che ci doniamo l’un l’altro. Stiamo bene e ci impegniamo per essere persone migliori di quelle che siamo state finora, prima di tutto volendo bene a noi stessi. Insomma, ci amiamo.
Bye, Steve…
Posted by gwineth in Everyday life
Poesia in volo
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Il cielo sull’oceano
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Ocean Sky from Alex Cherney on Vimeo.
Sogno e son desta
Posted by gwineth in Everyday life, Musica :)
Qualche giorno fa guidavo piano sulla statate Cassanese, direzione Segrate, e intorno a me la pioggia batteva leggera sui campi di un verde brillante. Il cielo era azzurro, rigato di nubi tra il bianco e il grigio, eppure c’era il sole, mentre l’acqua scendeva. Il paradosso d’estate, eppure qualcosa di così frequente, nei miei ricordi.
Per un istante lunghissimo, la mia mente è stata attraversata dal pensiero e dalla sensazione di essere trasportata indietro nel tempo e nello spazio, di non essere mai partita. Come se non fossero passati sette anni dall’ultima volta che avevo guidato sotto la pioggia d’estate nel fresco della pianura. Come se gli ultimi sette anni fossero stati, in realtà, il contenuto di un lungo sogno, un sonno profondissimo e multiforme, incredibilmente reale. Un po’ come quando svieni e sogni e, riprendendoti, non hai ben chiaro dove sei e con chi, perchè quel che facevi prima di perdere coscienza si sovrappone con quel che hai sognato e il confine tra reale e finzione si perde.
Così ho lasciato che dentro me si stagliasse l’immagine di un sonno profondo, un sogno circolare, nel quale ho scavato nel mio cuore, nella mia mente e nelle mie viscere, alla ricerca di me. Rifiutandomi per poi riabbracciarmi, rinnegando per poter tornare poi ad amare, lasciando per riuscire a ritrovare. Nulla di quello che sono oggi, di nuovo qui, sarebbe mai stato se mi fossi fermata, adagiandomi, e rifiutandomi di affrontare la vita, di sanguinare, di arrivare a sfiorare in punta di dita il non ritorno, per comprenderne il sapore e scegliere consapevolmente di rifiutarlo.
Sono partita per poter ritornare.
“She will suffer the needle chill… she is running to stand… still…”
Oggi ero qui…
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Silence
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Idroscalo sole bimbi che ridono. Dietro di me un urlo maschile una donna crolla a terra, le labbra blu. 10 minuti di massaggi cardiaci, 2 ambulanze, adrenalina portata via acqua, polizia, elicottero e defibrillatore. Il silenzio cade, la pioggia anche. La vita è sottile come un filo d’erba di questo prato…
Diario di una migrante a Milano, day 1
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Insomma, eccoci qui.
Viaggio in auto privo di traffico, Luna tranquilla e già ambientata, aziende che mi cercano per proposte di lavoro, accoglienza di colleghi festanti: sembra che tutto sia in armonia per agevolare la salita.
E non ho paura, sono serena e rilassata.
Mi accoglie una città pulita, con un ottimo trasporto pubblico che mi consentirà, dopo sette anni di traffico romano, di dimenticare di nuovo l’uso dell’auto e camminare, cosa che adoro.
Sono tornata a casa.
Mafia moderna
Posted by gwineth in Everyday life
La mafia moderna la facciamo noi, stando in silenzio per non avere problemi, raccomandando chi ci fa favori e retrocedendo chi non ci lecca il culo, omettendo e nascondendo, sottomettendoci alla morale conformista comune, dando importanza a chi fa il figo a tutti i costi, accondiscendendo a chiunque abbia una posizione di potere sociale anche minima. Dico quel che penso, faccio quel che sento: sono una rivoluzionaria scomoda.
Come ti si dovrebbe baciare
Posted by gwineth in poesia
Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.
Erich Fried
Grazie
Posted by gwineth in Everyday life
Grazie a chi mi fa sentire che sto guardando dalla parte giusta,
grazie a chi mi fa capire che va tutto bene anche se non arrivo dappertutto,
grazie a chi accetta tutto di me e mi ama così per ciò che sono
e grazie a chi mi insegna che i lati chiamati comunemente deboli sono in realtà potenzialità e possibilità di raggiungere delle corde nuove o nascoste che emettono a volte suoni apparentemente disarmonici, ma vibranti al punto da scuotere il profondo con serenità e pace.
Grazie a tutti e siete in tanti! (Ma mai troppi)
Cambiamenti
Posted by gwineth in buddismo
Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso.
(Dalai Lama)
And so it is…
Posted by gwineth in Everyday life
…un altro trasloco, un’altra città.
Questa volta ha un sapore diverso dalla scorsa partenza. Non vado a vuoto, non cambio vita radicalmente. La cambio, sì, ma ha più il sapore di un ritorno a casa.
E’ un ritorno dopo un viaggio durato sette anni, un viaggio che è servito a farmi crescere tanto, a farmi imparare tantissime cose di me stessa.
Ho imparato che ho coraggio e so cambiare tutto da un momento all’altro.
Ho imparato che ho la paura di non essere “come dovrei” e insieme ho imparato che in realtà non esiste nessun “come dovrei”, ma solo ciò che mi rende realmente felice e in armonia.
Ho imparato che sono disposta ad annullarmi per gli altri e per le loro aspettative, ho imparato che è sbagliato, per me stessa e anche nei loro confronti, perchè non concede la possibilità di conoscermi per come sono e non permette a me di realizzarmi e brillare.
Ho imparato che esistono pochi buoni amici, spesso inattesi, ma quei pochi non li perdi mai, ovunque tu vada, qualsiasi cosa tu combini. Ho imparato che esistono anche mille persone pronte a sorriderti e a fingere di esserti vicine, sia quando possono trarne qualcosa che quando vogliono a tutti i costi farsi i fatti tuoi, ma chi parla male degli altri con te sicuramente parla anche male di te con gli altri.
Ho imparato che non posso rendere felice nessuno se prima di tutto non sono felice io, quindi devo rispettare ogni giorno me stessa.
Ho imparato che se mi ami davvero mi accetti per come sono, non desideri cambiarmi per come mi vorresti.
Ho cambiato città, case, compagno, desideri e soprattutto ho cambiato me stessa: tutto questo non sarebbe accaduto se fossi rimasta ferma.
Ho sofferto, pianto, riso, gioito, mi sono disperata fino al buio della mia anima e rallegrata nell’azzurro del cielo.
E ora, inizio una nuova vita.
Pensieri sì, pensieri no
Posted by gwineth in Everyday life, buddismo
Il controllo del pensiero è la forma piu alta di preghiera, perciò pensate soltanto a cose buone e giuste senza dimorare nella negatività e nell’oscurità. Anche nei momenti peggiori, esprimete soltanto gratitudine e immaginate soltanto la manifestazione della perfezione che sceglierete successivamente.
N. D. Walsh
Ciascuno è l’artefice del bene e del male che subisce
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“Qualsiasi azione, mentale verbale o fisica, compiuta da qualunque essere vivente, produce un effetto corrispondente. L’insieme degli effetti inerenti alla vita di una persona costituisce il suo karma. Non esiste quindi nessun destino cieco da maledire ne nessuna provvidenza divina da venerare; e neppure esiste il meccanico agire della natura o il fortuito presentarsi degli eventi. A livello profondo, ciascuno è interamente responsabile delle cause poste, ciascuno è l’artefice del bene e del male che subisce.”
Vito Lazoi
L’idea di nazione
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“Una nazione è creata dalla gente. Non è fatta di terra, ma dai cuori delle persone. Un paese si distingue per lo splendore di chi lo abita”. (Tagore)
Credo che in Italia dovremmo ricordarcelo un po’ tutti, sia gli incazzati sociali che si muovono per distruggere e criticare senza creare nulla di effettivo, sia chi fa demagogia e intanto mangia sulle nostre teste.
Conoscere i bambini
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Per quanto riguarda la psicologia infantile, c’è ancor oggi una grandissima quantità di pregiudizi che allontanano da una conoscenza reale dell’argomento. Abbiamo, fino ad oggi, voluto dominare il bambino con la forza, con l’imposizione di leggi esterne. E così i bambini hanno vissuto accanto a noi senza che noi potessimo conoscerli. Ma se riusciamo ad eliminare totalmente l’artificialità nella quale li abbiamo avvolti, e la violenza attraverso cui abbiamo scioccamente pensato di educarli, allora essi ci riveleranno tutta la verità della natura infantile.
[...]
Che cosa cerchiamo realmente in un bambino? Quasi sempre siamo alla ricerca di errori e non solo di quelli che ha fatto, ma anche di quelli che potrebbe fare.
L’unica cosa che possiamo veramente fare è cambiare il nostro atteggiamento nei riguardi del bambino e amarlo di un amore che crede nella sua personalità e nel fatto che egli è buono, che non vede i suoi difetti, ma le sue virtù, che non lo reprime, ma lo incoraggia e gli dà libertà.
Maria Montessori
undicesimo giorno
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Il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni. Se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna della capitale?
La realizzazione dell’individuo non può avere luogo scontrandosi con gli altri, ma solo attraverso un’attiva valutazione dell’unicità e della differenza, poiché questi sono i colori di cui si veste il giardino della vita. Ognuno di noi deve approfondire la saggezza facendo tesoro delle proprie convinzioni e agire con coraggio e fiducia.
(Nichiren Daishonin)
night images
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Due corpi
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Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.
Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.
Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.
Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.
Octavio Paz



