Apr
14

Simpatici effetti collaterali e postumi della stimolazione ormonale

Posted by gwineth in io lui lei e la pancia

Titolo lungo? Eppure ci vuole tutto! Nel mio caso si potrebbe riassumere tutto quanto in un paio di parole: “anemia” e “tiroide sfasata”, però sarebbe riduttivo, soprattutto per chi potrebbe trovare utile quello che scrivo. Quindi… se siete certe di non essere incinte (perché i sintomi sono gli stessi, essendo medesime le cause), sappiate che quando smettete con gli ormoni è possibile avere, tutto in contemporanea:
- sapore metallico costante in bocca,
- stanchezza e sonno costante,
- dolori articolari e alla cervicale,
- nausea mattutina,
- acne,
- unghie che si sfaldano,
- capelli fragili (ma per fortuna non è il mio caso).
La soluzione? Integratori (io sto usando Multicentrum Materna) e tanta pazienza, perché il corpo ci mette pochissimo ad andare fuori fase e tantissimo a tornare centrato.


Apr
11

Bye bye IUI

Posted by gwineth in Everyday life, IUI, io lui lei e la pancia

Insomma, anche la terza IUI non è andata. In effetti in ambulatorio ci credevano così poco che il giorno stesso in cui l’ho fatta mi hanno dato appuntamento per la prima visita pre-FIVET, alla faccia delle grandi speranze. C’erano più ovuli del solito, il seminale migliore di sempre, ma invitare degli amici a una festa in un locale molto grande, sperando che si conoscano e si innamorino è davvero difficile, pensandoci a posteriori, e quindi ci sta che non sia andata, soprattutto quando gli amici in questione tendono a essere isolazionisti.

Come sto? Sono passati 4 giorni da quando l’ho saputo. Il giorno stesso, panico e un sacco di lacrime, il crollo totale. Devo realmente ringraziare mio marito, perché per quanto si sentisse scosso e in colpa (gli uomini si sentono sempre in colpa, in questi casi), mi è stato vicino, mi ha coccolata e protetta e mi ha fatto da scudo, anche nelle cose che teme lui stesso.

I giorni successivi sono stati di corsa, per questioni di lavoro, e questo ha attutito molto la botta. La sento ancora e la prospettiva dell’espianto non mi prende propriamente bene, so che non è uno scherzo e che sarà sia doloroso che debilitante, ma a questo punto siamo in ballo e quantomeno le percentuali di successo sono più alte, molto più alte, quindi sarà, plausibilmente, un dolore gestibile e temporaneo in cambio della soluzione positiva del nostro percorso. Guardo indietro, al mio passato, e so di aver superato di peggio, anche in termini chirurgici e soprattutto in termini di paura personale. Ce la possiamo fare, insieme.


Apr
4

Tachicardia da progesterone, parte 2

Posted by gwineth in IUI, io lui lei e la pancia

La tachicardia è peggiorata, nel senso che mi fa dormire pochissimo e rende davvero complicato il quotidiano. Sono ormai diverse notti che non dormo più di 2 ore di fila e mi sveglio almeno 3-4 volte, tutte facendo sogni orribili e tutte col cuore in gola.

Mi era successo anche con la IUI precedente, ma allora era un periodo professionalmente molto stressant e avevo dato la colpa a quello, mentre invece adesso dovrei coerentemente essere serena, dunque ho contattato la ginecologa e ho chiesto lumi. Pare possa essere, in effetti, il progesterone: non a caso le donne incinte hanno spessissimo problemi di tachicardia. Risultato: dovrei passare dagli ovuli di Prometrium a Crinone 8 crema.

E’ qui che viene “il bello”, o meglio che non si capisce più se la tachicardia te la fa venire il progesterone o il resto del mondo. In farmacia il Crinone 8 non lo tengono ma possono ordinarmelo, arriva nel giro di un paio di giorni. Mentre scrivono la nota che devo pagarlo al ritiro, mi cade l’occhio sulla cifra: circa 50€ a confezione! Tachicardia. E non chiediamoci perchè: il Prometrium lo pago 4€ a confezione. La farmacista deve accorgersene e mi fa presente che con la prescrizione del medico la spesa cala tantissimo, mi consiglia di farmela fare, solo che è venerdì, il mio medico ha già chiuso e quindi devo aspettare lunedì prossimo. Il giorno in cui vado a fare le beta, quindi il Crinone non potrebbe nemmeno più servirmi. Tachicardia, portami via.


Mar
27

Progesterone: ovvero, nausea e pianto a go go

Posted by gwineth in IUI, io lui lei e la pancia

La fecondazione assistita ti aiuta ironicamente a sentirti come se fossi incinta anche quando probabilmente non lo sei, ossia ogni volta che ti spari 300mg di Prometrium (o Progefix) al giorno, in due dosi, per sperare che, se c’è qualcosa, almeno attecchisca e non se ne vada.
Al quarto giorno di Prometrium, come ogni volta precedente, i sintomi sono sempre gli stessi, e senza fare tragedie non sono particolarmente piacevoli o gestibili in un menage quotidiano di lavoro, faccende domestiche e relazioni interpersonali.
Prima di tutto, l’aumento di peso. Anche stando a dieta stretta, a bassissimo regime calorico e facendo attività fisica (quella che non mette a rischio nulla, ovviamente), non c’è verso: a ogni giro di Prometrium prendo circa 2 chili, e probabilmente sarebbero di più, se non cercassi di tamponarli stando continuamente attenta a quel che mangio e bevendo circa 2 litri d’acqua al giorno, così da non trasformarmi in un mucchietto di cellulite ambulante. La ritenzione idrica regna sul mio corpo comunque e una certezza è che alla prova costume quest’anno nemmeno voglio pensare.
Poi c’è la nausea mattutina. Alla prima IUI pensavo fosse un buon segno, la dimostrazione che qualcosa aveva avuto effetto, poi l’illuminante chiacchierata con mia madre prima e con la ginecologa poi hanno eliminato i dubbi: il progesterone simula la gravidanza, in buona sostanza, e quindi la nausea al mattino, forte, anche se non fino al vomito vero e proprio, è normale e non significa nulla.
Al terzo punto mettiamo indubbiamente la pancia costantemente gonfia. Ovviamente è totalmente proibita la tisana al finocchio, così come il carbone vegetale, e quindi te la tieni. Al massimo puoi provare a compensare con i fermenti lattici, stile Lactoflorene, o con l’Activia, che quantomeno aiutano nell’ingombrante questione della stitichezza da progesterone, ma il gonfiore comunque costante te lo terrai fino alle beta, di questo puoi starne certa.
E ancora, la tachicardia. Addio, notti pacifiche. Le mie sono costellate di incubi, anche se ho avuto le giornate migliori del mondo e sono ripiena di gioia. Lo yoga aiuta tanto, soprattutto le pratiche che prediligono la respirazione, come l’Hata. Non eliminano il problema, ma sono un buon tampone, nella mia esperienza, così come la meditazione.
Dalle notti poco pacifiche deriva l’essere assonnata continuamente. Capita anche a chi dorme benissimo, è sempre un riflesso del corpo allo stato fisico e ormonale.
E infine, la depressione e il pianto. In un momento in cui dovresti cercare di essere il più possibile tranquilla e rilassata, il progesterone ti tira una botta di tristezza inenarrabile, tant’è che è sconsigliato ai pazienti con storie depressive precedenti (ma te lo danno lo stesso, perché serve comunque). Piango per cazzate: dormo male? La mattina mi sveglio e pensandoci ho i lacrimoni che scendono. Mio marito si alza e non tira su le tapparelle? Mi vengono i lacrimoni. La gatta miagola perché vuole da mangiare e io sono stanca? Ancora, lacrimoni. Mi pare di essere una fontana. Niente sbotti di rabbia, come quando faccio le iniezioni di follitropina: solo lacrimoni a oltranza, un fiume in piena.
Beh, almeno non è tutta ritenzione idrica.


Mar
20

Preparati a sentirti un pollo

Posted by gwineth in Everyday life, IUI, io lui lei e la pancia

La prima volta che vai a un monitoraggio pensi sia una cosa poetica, in cui scoprirai i segreti della vita, oppure ritieni sia la cosa più scientifica del mondo, tra strumenti medici avanzatissimi e tecniche che ti salveranno da ogni problema. Dalla seconda in poi (a volte anche dalla prima) ti senti esattamente come l’animale qui accanto: una gallina. Una gallina a cui i pollaioli di turno stanno contando le uova, palpandole la pancia per capire quando e come le deporrà e se saranno della dimensione giusta. Fine della poesia.

Magari sembra un’affermazione dura, ma nell’ambulatorio dove si eseguono i monitoraggi avviene proprio questo. Ogni 15 minuti una donna come te entra, si spoglia per metà, si mette sul lettino e zac, arriva la transvaginale (più fastidiosa appena dopo il ciclo o durante il ciclo, molto meno più si avvicina la maturazione), con un’ostetrica che fa la conta degli ovuli di ciascuna ovaia e una ginecologa davanti al PC che segna sulla tua scheda il numero e la dimensione per ogni lato. Dopodiché, se non sono ancora della grandezza giusta, ti rivesti e vieni rispedita nel pollaio a covare… pardon, a casa a fare la tua nuova iniezione di gonadotropine.

Al primo giro pensavo che in effetti le ostetriche e le ginecologhe fossero un po’ freddine, davo la colpa al fatto che andavo con la ASL invece che da privato, poi ho notato che in realtà è così per tutte e l’ambulatorio in effetti non fa differenziazione (se non di prezzi). Le poverette, invece, vedono e contano ovuli dalle 7.30 del mattino fino alle 11 circa, una donna ogni 20 minuti, ogni giorno. Per loro è davvero questione di pollaio e di uova, in un certo senso. Coccodè.


Mar
18

divertentissimo… e anche molto interessante!

Posted by gwineth in Everyday life


Mar
16

IUI, le cose che nessuno ti spiega – tempi e lavoro

Posted by gwineth in IUI, io lui lei e la pancia

Ci sono cose della IUI che nessuno ti spiega e non si capisce bene il perché: al di là di una tensione emotiva forte, iniziare un percorso di fecondazione assistita ti incasina assai la vita, sia personale che lavorativa, e se i centri di fertilità ti spiegassero prima alcune cose le si potrebbe affrontare meglio, programmando l’agenda ed evitando disastri con il capo e i colleghi. Certo, ci sono anche tante altre cose della IUI che andrebbero spiegate, ma visto che proprio qualche giorno fa parlavo con un’amica alle prime armi dandole queste dritte, perché non condividerle?

Ogni quanto si fanno i monitoraggi?

La prima iniezione follitropina (Gonal o Puregon di norma) si fa tra il secondo e il terzo giorno del ciclo mestruale. Quello stesso giorno bisogna chiamare il centro fertilità e avvertire. Loro assegnano un appuntamento per il primo monitoraggio dopo 4-5 giorni circa, quindi al 7 giorno dopo l’inizio del ciclo.

Successivamente, viene chiesto un monitoraggio ogni 48 ore, quindi al 9°, 11°, 13° giorno del ciclo e così via, quindi una mattina sì e una no, fino a quando il follicolo principale non è arrivato alla misura corretta (tra i 18 e i 21mm). Di conseguenza, dal primo monitoraggio in poi vi serviranno un paio d’ore di permesso al mattino un giorno sì e uno no, per almeno 3-4 volte. Considerate che di solito si fanno dai 7 ai 10 giorni di stimolazione, e di conseguenza da 3 a 5 monitoraggi circa.

Quando il follicolo è arrivato alla dimensione giusta (o i follicoli, nel caso siano 2 o 3), il centro fertilità vi dirà di smettere con la follitropina, di procedere la sera stessa all’iniezione di gonadotropina (Ovitrelle o Gonasi di norma) e vi daranno appuntamento per la IUI dopo 36-48 ore.

Quanto ci si mette a fare la IUI?

Il giorno della IUI vi servirà di prendere mezza giornata di permesso al lavoro, al mattino. Prima si procede al deposito dello sperma e allo spermiogramma (ma dovete già essere lì anche voi) e l’inseminazione avviene dai 45 minuti alle 2 ore dopo il deposito dello sperma, a seconda di quanto rapidamente rispondono gli spermatozoi al “potenziamento”. La IUI in sé dura 15 minuti circa, da quando entrate nell’ambulatorio a quando uscite e potete andare a casa.

Cosa posso fare dopo la IUI?

Potete tornare tranquillamente al lavoro, non è nulla di diverso dall’aver avuto un rapporto sessuale, di fatto. Potreste avere un po’ di piccoli dolori, simili a quelli del ciclo. Da qui in poi non vi servono più permessi al lavoro o giorni di malattia o ferie.

Il quindicesimo giorno dopo la IUI dovrete andare a fare le analisi del sangue, per verificare se siete incinte oppure no. I risultati arrivano in poche ore e di norma i centri per la fertilità si fanno lasciare il vostro numero e vi telefonano direttamente per dare l’esito, senza che dobbiate rimanere ad attendere. Gli orari di prelievo sono gli stessi dei prelievi per le altre analisi del sangue, quindi potete andare prima di recarvi al lavoro.


Mar
15

Perché scrivere – un nuovo motivo

Posted by gwineth in Everyday life, io lui lei e la pancia

Scrivere è uno strumento catartico, che ti aiuta a mettere bianco su nero i pensieri, a schiarire le idee, a condividere stati d’animo con il tuo reale io. Scrivere, per me, è come meditare. Sedermi davanti allo specchio di me stessa e distaccarmi dalle emozioni per vederle fluire davanti ai miei occhi e riconoscerle in tutta la loro onestà.

L’anonimato, inizialmente, l’ho scelto perché il periodo della vita in cui mi trovo è delicato, molto delicato, e riconosco di essere fragile davanti alle mie aspettative, debolezze e inquietudini, e dunque preferisco non essere assalita dalle domande o dalle ansie di chi mi sta vicino, e che pur preoccupandosi per me mi creerebbe, involontariamente, uno stato di tremore ancora maggiore rispetto al percorso. Quindi, amici tutti, vi chiedo perdono sin da ora per la mancata condivisione, che magari avverrà più avanti, quando sarò più salda e rilassata.

La condivisione sul web, invece, non è in contraddizione, perché riconosco di non essere sola in questo percorso, ma affiancata da tante altre donne, da tante altre coppie, con le stesse insicurezze, fragilità, lacrime e paure. Una delle cause delle insicurezze e paure è di certo il fatto che nessuna di noi condivide, nè gli stati d’animo nè le nozioni pratiche, perché viviamo in una società che stigmatizza la donna che prova a procreare, tagliandole i ponti per una vita lavorativa e interpersonale appagante e relegandola all’unico ruolo di “genitrice”, che per quanto importante non può essere il solo fulcro. E dunque, condivido, per segnare un passo in avanti, per quanto piccolo, in questo percorso di liberazione.


Mar
14

L’importanza di quel momento di coraggio

Posted by gwineth in Everyday life

…un attimo fondamentale, quello in cui ti rendi conto che continuare a non parlare per non fare del male agli altri in realtà è cercare di proteggere te stesso dal loro giudizio e dal tuo stesso giudizio.
L’importanza, dunque, è di camminare a testa alta, sapendo di accettare i propri errori, ma anche di non dover nascondere nulla di quel che siamo, perché ha contribuito a farci crescere come esseri umani.


Dec
12

ho pianto. Di gioia.

Posted by gwineth in Everyday life
Prendetevi il tempo per guardarlo, fatelo per la vostra anima.


Dec
10

Community Manager: mettiamo fiori nei vostri cannoni

Posted by gwineth in 2.0, Everyday life


Dec
6

Ciao, Nelson

Posted by gwineth in Everyday life

Non potevi vivere per sempre, ma il tuo esempio per la mia generazione durerà in eterno.

Grazie, in modo ancora più consapevole, dopo aver visto il Sudafrica.


Sep
8

Vegas

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
18

volare fuori dal nido!

Posted by gwineth in Everyday life


Mar
27

Il segreto del successo

Posted by gwineth in Everyday life, buddismo


Oct
3

La sensazione agrodolce

Posted by gwineth in Everyday life

Gaia arriverà a marzo.

Riccardo è arrivato ad aprile scorso.

Fiammetta ha imparato a camminare.

Un’idea che da un lato mi terrorizza, dall’altro desidero. Ma soprattutto, la consapevolezza che la stessa spontaneità di eventi io non potrò averla. Mai. Al massimo posso sperare di riuscirci. Forse.


Jul
18

A chi mi ha chiesto almeno una volta nella vita “scusa, ma esattamente tu che lavoro fai?”

Posted by gwineth in Everyday life


Jul
17

Perchè faccio il mio lavoro

Posted by gwineth in Everyday life


Jun
2

Emilia… Romagna… CASA

Posted by gwineth in Everyday life


May
30

Le 10 regole per il controllo sociale, di Noam Chomsky

Posted by gwineth in Everyday life

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.


May
16

la cosa più bella che mi sia stata detta oggi…

Posted by gwineth in Everyday life

“bene? Solo a vedere la tua faccia….(e infatti…se ricordi…mi sono seduta di fronte a te…quando eravamo all’esterno del locale, mica per niente!) mi fai sentire bene. Mi fai stare bene. Mi rimetto a posto tutte le croste e la schiena batostata.
Sei terapeutica.
Sei un wellness. Sei una sauna con un suonatore di cetra, seduto ai margini della piscina, che canta obladì obladà.
A me non resta che rilassarmi e stare bene. Raffaella”


May
11

I 7 principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

Posted by gwineth in Everyday life, buddismo

1. La salute è pace interiore,
perciò la guarigione consiste nel liberarsi della paura. Assumere come obbiettivo il cambiamento del corpo ci impedirebbe di riconoscere che il nostro unico obbiettivo è la pace della mente.

2. L’essenza di noi stessi è amore.
L’amore non può essere intralciato da ciò che è puramente fisico, perciò crediamo che la mente sia priva di limitazioni: nulla è impossibile, e qualsiasi malattia è potenzialmente reversibile. E poiché l’amore è eterno, la morte non deve essere considerata con paura.

3. Dare è ricevere.
Quando la nostra attenzione è focalizzata sul dare e sull’unione con gli altri, la paura scompare e accettiamo la guarigione di noi stessi.

4. Tutte le menti sono collegate,
perciò qualunque guarigione è un’auto-guarigione. La nostra pace interiore si trasmette da se stessa agli altri quando l’accettiamo per noi stessi.

5. ‘Adesso’ è il solo tempo che esista.
Dolore, dispiacere, depressione, sensi di colpa e altre forme di paura scompaiono quando la mente è concentrata sulla pace amorevole in questo preciso istante.

6. Le decisioni vanno prese imparando ad ascoltare l’inclinazione alla pace che è innata in noi.
Non esistono comportamenti corretti o sbagliati. La sola scelta che abbia un significato è quella tra la paura e l’amore.

7. Il perdono è la via verso l’autentica salute e felicità.
Astenendoci dal giudicare lasciamo andare il passato e le nostre paure per il futuro. Così facendo diventiamo consapevoli che chiunque può insegnarci qualcosa e che qualsiasi circostanza costituisce un’opportunità di crescita nella felicità, nella pace e nell’amore.
(Gerald Jampolsky)


May
9

Honnin-myo

Posted by gwineth in buddismo

Esiste un principio buddista chiamato honnin-myo.
Viene spesso tradotto, oltre che “vera causa”, come “ricomincio da adesso”. Ed è generalmente affiancato dal suo complemento honga-myo, che significa “vero effetto”. Quando ci sentiamo soddisfatti, soddisfatte, quando percepiamo la nostra situazione come stabilmente avviata e pensiamo che sarà sempre così, stiamo tradendo la parte migliore di noi: quella che sa che niente è così per sempre. «Ora sto bene. Sono arrivato» è honga-myo, ossia una catena che si interrompe. Una palla ferma in mezzo al campo. L’aria ferma, senza un alito di vento. Ma anche «Non ce la faccio più» è un segno simile. Sono entrambe espressioni di una sacca d’inerzia che così facilmente si presenta nella nostra vita. Da un lato ci sono le insicurezze, le paure e i dubbi, dall’altro la sensazione di un benessere ormai raggiunto; entrambe le cose ci fanno dimenticare la lotta. C’è un modo per non essere ingabbiati nelle instabilità della vita, per non farci vincere dalle circostanze, per credere che non esista limite alla nostra felicità: è vivere ogni attimo sempre pensando al futuro. È lo spirito di honnin-myo. Non fermarsi mai. Non interrompere la catena. Rilanciare continuamente le nostre decisioni per mantenerle vive e renderle più forti. L’aria che soffia di continuo. È honnin-myo.


May
5

Anni perduti, coscienza ritrovata

Posted by gwineth in Everyday life

Ecco qui, è un anno che sto a Milano, o quantomeno sarà un anno tra 24 giorni, e la mia mente inizia a fare bilanci molto seri di cicli che si chiudono e cicli che si aprono.

Si chiude il ciclo di Claudia che parte dalla terra della neve, scende al centro e poi ritorna. Un ciclo durato 7 anni. Mi serviva, per apprezzare di più le cose che ci sono qui e altrove, per capire le differenze, per assaporare tutto e come trampolino per la vita che volevo e non quella che “dovevo”. Io sono di coccio, spesso, quindi mi servono stacchi grossi, e questi sette anni sono stati importantissimi.

Si chiude il ciclo di Claudia che non crede in se stessa e nelle proprie potenzialità e spera di trovare modo di esprimerle, “cercando fortuna”. L’ho trovata, ma ce l’avevo dentro, avevo bisogno di fuggire dal nido per mettermi alla prova e ora che l’ho fatto sono soddisfatta di me. Non so fare tutto, non riuscirò a fare tutto, ma sono bravina ;)

Si chiude il ciclo dei capelli rossi. Era iniziato a maggio 2002, è finito a maggio 2012. Riprenderà mai? Non lo so. Però l’altro giorno, dal parrucchiere, iniziando il percorso di ritorno al biondo, ho pensato che i motivi per cui li avevo tinti di rosso erano cessati. Non ho più bisogno di sentirmi altro perchè non sono contenta di me. Non ho più bisogno di un colore coraggioso per tirare fuori il coraggio che ho dentro.

Si chiude il ciclo del sentirmi in dovere di seguire gli insegnamenti altrui, perchè mi sento da meno. Ho fatto un bel po’ di cazzate seguendoli, in altre parti mi sono serviti, ma ora basta. Ora scelgo, decido, sbaglio da me.

Si chiude anche il ciclo dei rimpianti. Guardo foto del passato e del presente e i miei occhi non si riempiono di lacrime, il cuore non si colma di ansie, i sogni non si affollano di incubi. Sai che c’è? Non mi interessa, ed è bello sapere di provare un naturale affetto, ma di non sentire dolore o rimpianto.


May
4

Republic&Queen: l’avventura inizia oggi

Posted by gwineth in Everyday life

Ecco qui il mio primo articolo:

Content curation: come farla al meglio


Feb
26

amarsi, lasciarsi

Posted by gwineth in buddismo

Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c’è un momento per l’inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l’altro: “Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono”. Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore,con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

(Osho)


Feb
19

Ecco…

Posted by gwineth in Everyday life, buddismo


Feb
6

Galline in fuga da Volunia

Posted by gwineth in 2.0

il logo di VoluniaPrime impressioni dalla conferenza stampa mondiale di presentazione del nuovo motore di ricerca del prof. Massimo Marchiori dell’Università di Padova.

Parte male e non prosegue meglio… la presentazione è in ritardo, il proiettore non funziona, la visibilità dello schermo è scarsissima, ciò nonostante l’atmosfera è carica, perchè il comunicato relativo a Volunia, che promette di gareggiare con Google, è denso di aspettative, subito smorzate dall’intervento iniziale del docente, che appare poco a proprio agio davanti al pubblico e quasi preoccupato di dover mostrare un prodotto di molto inferiore rispetto a quanto annunciato.

Il paragone iniziale con i polli di Galline in Fuga non aiuta di certo: sulle prime Volunia sembra un motore di ricerca del tutto simile a Google, ma con un’usabilità decisamente inferiore, ed è incomprensibile il target del progetto. Troppo grafico e incapace di dare risultati ottimali in breve, quindi non destinato a chi lavora online, ma anche troppo complesso da gestire per un utente con scarse capacità di semantica web. L’approccio a mappa territoriale pare un mix tra Google e l’estetica di Farmville. Nel frattempo, su twitter parte l’hashtag #voluniafail.

La funzione aggiuntiva, quella social, sembra più che altro uno strumento di stalking autorizzato. Volunia ti mette in contatto con gli altri utenti che hanno fatto le stesse ricerche. In questo modo, magari, coniugi gelosi potranno scoprire che il partner ha cercato “tradimenti online” il giorno prima, o potrete ritrovare la ragazza tanto carina che avete beccato al cinema l’altra sera notando che cercava il titolo su MyMovies. A parte questo? Nulla, perchè Volunia non è un social, ovviamente.

I polli del professor Marchiori sono sicuramente usciti dalle gabbie, ma forse era meglio se ci restavano dentro ancora un po’. Il prodotto, se davvero è quanto visto in presentazione, è assai deludente e non può che aver strappato ilarità a Mountain View. Oggi pomeriggio (a ora indefinita, sic) l’apertura ai power user selezionati e, si spera, il riscatto.


Jan
31

Neve su Milano

Posted by gwineth in Everyday life

me ne sto col naso appiccicato al vetro come una bimba a guardare i fiocchi bianchi che scendono fuori dalla finestra
Luna fa le fusa sul divano
e io mi sento del tutto a casa, finalmente :)

Magari è uno sciocco sentimentalismo, ma non credo. Guardo fuori e so che un giorno i miei figli potranno giocare a palle di neve in giardino, correre con i loro amici nel campetto del quartiere e potranno andare in giro per la città senza avere necessità, per forza, di un motorino, di una macchina o di un passaggio. Avranno un nido a misura d’uomo, e non posso che esserne felice.


Jan
30

01:17

Posted by gwineth in poesia

A volte i pensieri sono così profondi e densi da rimbalzare nella mente e non riuscire più a volare via
Poi ci penso ed è normale: sei il mio conto in sospeso con la vita


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